23 novembre 2010

Dolore e distanza

".....sono quasi grata a questo piccolo dolore che mi ricorda che sono di carne, che sono normale, che c'è una distanza, quella del dolore, appunto... E ho la sensazione che in quella distanza sta la vera speranza. Di guarigione."

Le frasi di Wide sono come le poesie: si possono solo leggere e ripetere a memoria, non si possono sintetizzare, riscrivere oppure cambiare. Sono cosi', e basta. E come le poesie ti lavorano dentro, gettando raggi di luce sull' incomprensibile. La poesia non è ragionamento, la poesia è esperienza, esperienza personale che si fa universale, collegando con poche parole mondi apparentemente lontani. E pazienza se il ponte fra i nostri due mondi non è una parola simpatica: ho deciso di andare in fondo a questa cosa del "dolore come distanza", perchè anch'io ci intravedo una via di guarigione, e perchè, visto che con il dolore devo convivere, tantovale sfruttare un passaggio, se mi puo' portare da qualche parte. Percio', che il viaggio abbia inizio; la cronaca, prossimamente, su questi schermi.

18 ottobre 2010

Ottobre in rosa















..perchè noi donne ci meritiamo tanta attenzione...

15 settembre 2010

Un altro settembre

Metà settembre: la gioia del Grande per la ripresa della scuola (primaria) e della scuola di karate; il nuovo lavoro di Pa' che comincia a dare qualche meritata soddisfazione e ci regala, per ora, un ritmo di vita sostenibile; la Piccola contenta della nuova maestra e di aver ritrovato i compagni, ma ancora fortemente ancorata al suo amico immaginario; io lavoro su piu' fronti e guardo avanti, e mi godo, inaspettati, i profumi del ligustro e dell'uva matura.

27 luglio 2010

Educazione sentimentale

Dopo il Giro, finalmente è archiviato anche il Tour e ieri è tornata la Melevisione. La Piccola a cena si diletta a raccontarci l'episodio visto nel pomeriggio e il discorso va a finire su Milo, che chissà com'è, ha trovato un'altra scusa per dare un bacio a Fata Lina. Ed ecco la conversazione che segue:
- Secondo me quei due non sono solo amici, sono innamorati.
- Potrebbero anche dirlo, in fondo anche Odessa e Giglio sono fidanzati e anche Orchidea e Orco Manno.
- Magari sono timidi, come Geronimo Stilton che è cotto di Patty ma non riesce a farle la dichiarazione.
- Pa', ma tu me l'hai fatta la dichiarazione? Io non mi ricordo...
- Ecco ecco io voglio sapere, sono 9 anni (no, diciamo 7) che voglio sapere questa cosa, ma voi due come avete fatto?
Ed ecco che, a voci alterne, con malcelato pudore, fra sorrisi, ricordi e precisazioni, spunta il racconto non di un romantico "colpo di fulmine" ma di una storia nata silenziosamente da altre amicizie, da esperienze condivise, da un treno preso non proprio per caso, da un "come stai?" e infine da un "posso accompagnarti a casa?", una storia in cui entrambi abbiamo creduto fortemente, chissà perchè, fin dall'inizio. Una storia da regalare ai nostri figli.

21 luglio 2010

Tre giorni

I discorsi e le domande del Grande sono solitamente incentrati, nell'ordine, su:
- ciclismo
- altri sport
- scienza
- attualità, storia, ecc.
Ci sono terreni sul quale cerco di seguirlo, altri in cui mi diverto con lui, altri che proprio mi rifiuto di affrontare, lasciando allegramente il territorio a Pa'.
Da qualche tempo (non so dire se si tratti di giorni o settimane), pero', il Grande tira fuori domande diverse, cose del tipo: "Come stai oggi, mamma?", che mi lasciano interdetta.
Beh', ieri sera il Grande mi ha buttato li' questa: "Mamma, è un bel successo, con oggi sono tre giorni che giochi a Uno di sera con noi". Lo guardo interrogativa e lui si spiega: "non hai avuto neanche un mal di testa che ti ha fermato". Piu' efficace di un IMQ!

16 luglio 2010

Altre vacanze

S. stamattina è uscita di casa con un fresco completo verde pastello: un gentiluomo d'altri tempi le ha preso la grossa valigia rossa e l'ha caricata su una Bmw. In questi giorni d'afa le finestre sono tutte aperte e fare "la vicina discreta che si fa i fatti propri" sarebbe stato ipocrita, percio' mi sono affacciata mentre scendeva dalle scale e le ho detto: "Arrivederci S, buone vacanze!". Lei si è girata sorpresa e mi ha mostrato un sorriso che le vedo in viso una sola volta l'anno, quando parte per il suo mese a casa, in Ucraina. "Arrivederci", mi ha risposto e la sua voce non riusciva a nascondere la commozione ancora fresca dopo i saluti alla signora V, che in questo mese ha affidato alle cure di un'altra persona.
S. è una donna energica e forte, ma il suo passo spesso è un po' trascinato e il suo sorriso sempre malinconico: oggi no.
Anche un'altra S. oggi ci saluta e parte per un mese alla volta della Macedonia. Anche lei è contenta di andare a visitare i suoi genitori. Ma il suo sorriso non è cosi' diverso: lei vive qui con la sua famiglia, oltre a lavorare si prende cura di suo marito e dei suoi figli; il suo cuore non è lacerato, il suo passo è spedito e i suoi bellissimi occhi azzurri non nascondono malinconia quando ti guarda.
Penso a loro quando leggo cose come questa, perchè dietro ai numeri ci sono le persone.

15 luglio 2010

Legno verde

Legno: boschi, masi, mobili. Verde: boschi, prati, occhi.
Siamo spariti per un po' e ci siamo immersi nel verde dei boschi e nell'azzurro del cielo (quest'anno cosi' clemente). Tanti giorni di aria aperta e sole, come non mi capitava da troppi anni. Tante giornate da spendere noi 4, soli ed insieme, 24 ore su 24: questo no, non era mai capitato. A dire il vero i programmi erano un po' diversi, sentivamo la necessità di trascorrere anche del tempo in coppia (no, che pensate, Pa' e io da soli, ma quando mai?), dicevo a coppie di genere, io e la Piccola e il Pa' con il Grande, cose che si fanno raramente, e in vacanza c'è tanto tempo, no? Biciclette al seguito, Pa' e il Grande avevano ambiziosi programmi, infranti dopo il primo giorno di gloria,
quando ho ammirato le facce sorridenti dei miei due ciclisti tanto soddifatti del loro passo sul Sella Ronda.
Non è dato sapere se sia stata la stanchezza, la disattenzione, l' eccessiva sicurezza (o insicurezza?), o piu' banalmente una ghiaia un po' troppo grossa; fatto sta che il Grande è caduto: una bella (o brutta) caduta, che ha richiesto un viaggetto in ospedale, dei punti di sutura, l'immobilizzazione di una spalla e la momentanea archiviazione delle biciclette, che hanno trascorso il resto della vacanza nella skiroom dell'albergo, dove ogni giorno si buttava l'occhio, cosi', tanto per vedere se c'erano ancora. Cosi' il Grande ha partecipato alla Maratona for Kids solo come spettatore, con un piccolo "magone" di rimpianto poi ritornato sorriso quando ha ricevuto comunque la maglietta (subito indossata). E poi, una volta guarito il ginocchio (che era il meno) via a camminare coi fedeli bastoncini, prima in basso nei boschi e poi anche piu' in alto sotto il sole dei 2000, con la Piccola che andava leggera e libera, Pà spesso mano nella sua mano, il Grande comunque sorridente e felice, e io dietro, sempre preoccupata che quella clavicola fratturata subisse ulteriori traumi. Dicono che le ossa dei bambini siano come il legno verde: crescono velocemente e si riparano in fretta: speriamo!

30 maggio 2010

Grande, e basta

Brontolo non ti si addice piu'. Me ne sono accorta oggi, che sul mio blog porti ancora quel nomignolo, che, allora, un anno fa, mi sembrava ti si addicesse perfettamente e che ti affibiai con simpatia, ma anche con un pizzico di insofferenza. E' stato un passaggio, un passaggio di "brontolamenti", che ti ha portato a questi nove anni suonati (e cantati!) con gioia, quella che vedo nei tuoi occhi intelligenti e che a volte si apre in un grande sorriso. Adoro il tuo sorriso, il tuo entusiasmo, le tue corse, la voglia di amicizia, la curiosità, la tua energia. Vedo il tuo impegno, la fiducia, il tuo modo di essere fratello maggiore (che a volte con tua sorella hai piu' pazienza tu, e me l'insegni...). Conosco le tue pigrizie e il tuo disordine, ma, se anche spesso te li rimprovero, sappi che sono solo alla fine della lista. E sappi che non potro' fare mai a meno del tuo abbraccio.

6 maggio 2010

Diritti, privilegi e sacrifici

Dapprima mi sono rifiutata di leggere l'intervista, poi vi sono stata costretta dai tanti riferimenti che ho incontrato nei siti che frequento. Sdegno, questo é quello che ho provato. Lei mi ha spiegato perchè.

3 maggio 2010

Cipolle e libertà

1 maggio, festa del lavoro. Un sabato piuttosto moscio, pollini ad alta concentrazione, lunga attesa della promessa pioggia ristoratrice, Piccola capricciosa, affinità di coppia ai minimi. Pero', la giornata ha assunto un senso quando, la sera, ci siamo visti questo.
Me lo sono trascritto: "Il tempo è denaro, ma il denaro non è tempo".