26 ottobre 2009

Emozioni

Amo il teatro, da sempre, ma lo conosco e frequento pochissimo. L'offerta culturale, dalle mie parti, è ibernata molti gradi sotto lo zero. Percio' ho deciso di espatriare. Ovvero, se ogni giorno varco la frontiera per procurarmi il famoso pane quotidiano, perchè non dovrei farlo anche per amore di cultura? Non di solo pane vive l'uomo...tantomeno la donna. E quello che non avrei fatto solo per me, per i bambini lo faccio, eccome. Percio' ho stabilito che la preziosa e sudata valuta straniera sarà utilizzata anche per la cultura, e che i chilometri che faccio ogni giorno per sedermi alla scrivania, li posso fare anche per andare a teatro, ogni tanto!
Abbiamo iniziato l'anno scorso, per andare a vedere questo. Affascinante spettacolo, anche per i piu' piccoli.
Poi virus e batteri vari ci hanno rinchiuso in casa per il resto della stagione...
Ma quest'anno, all'apertura della rassegna, mentre la Piccola si gode un pomeriggio con il suo Pa', eccoci in prima fila, il Grande e io.
Si', perchè lo spettacolo di ieri era uno spettacolo da grandi, che ti faceva fare i conti con le emozioni.
Le ho viste passare, dalle voci e dai gesti degli attori, agli occhi e al volto di mio figlio:
il timore, la tristezza, la dolcezza, la tenerezza, il divertimento allo stato puro.
Ecco, ho pensato, il teatro è questo: emozione, creatività, libertà, li', a portata di mano, senza null'altro che possa distrarre, confondere, nascondere. A teatro la parola e la fisicità sono autentici. Per questo voglio portarci i miei figli.
Naturalmente, a teatro, ho incontrato lui (se ancora avevo bisogno di qualche evidenza che MdT ha molto a che fare con le emozioni). Con lui dovrei andare a teatro, ma in un'altro modo: dall'altra parte del sipario. Forse un giorno lo faro'. Prossimamente, mi accontentero' della recita di Natale alla scuola materna.

6 commenti:

Renata ha detto...

Ho la fortuna di abitare in una città in cui le rappresentazioni teatrali non mancano... non vedo l'ora che crescano per riprendere questa abitudine, per rivivere insieme a loro quello che tu hai descritto tanto bene!

extramamma ha detto...

Il teatro è più impegnativo da organizzare di un semplice film ma ne vale senz'altro la pena ei bambini imaprano molto, ciao p

Silvietta. ha detto...

post stupendo,

ma ti scrivo per il ritorno del tuo nemico, MdT, perché volevo dirti da tempo che il tuo post su VM mi aveva aiutato molto a capire il mio compagno, che ne ha sofferto per tanti anni...grazie di quello che hai comunicato, buon proseguimento. a prsto, s.

Paola ha detto...

Che bella idea quella di portare i bimbi a teatro e gli spettacoli che hai scelto sono perfetti per loro! :-)
Non sapevo del tuo "nemico" e il tuo racconto su BlogCaffè mi ha colpito molto. Un abbraccio Paola

Ondaluna ha detto...

L'idea di andare a teatro con il proprio figlio è qualcosa che mi fa venire i brividi dall'emozione. Ti invidio, e ti ammiro per l'iniziativa. Che meraviglia.

Laura.ddd ha detto...

@Renata:in effetti la metropoli ha i sui vantaggi...
@Extra: qui anche a cinema non siamo messi bene...
@Silvietta: grazie, la cosa pu' brutta che MdT porta con se' è il non poter essere capiti, ma cio' è comune a molte patologie..io ho un compagno di vita che mi sta vicino e mi aiuta davvero; di questo gli sono immensamente grata.
@Paola: allora vi aspettiamo per i prossimi! Non sapevi di me e di MdT? E' un "amico" che spesso mi dimentico di presentare...
@Ondaluna: la cosa bella è che vuole tornarci!