".....sono quasi grata a questo piccolo dolore che mi ricorda che sono di carne, che sono normale, che c'è una distanza, quella del dolore, appunto... E ho la sensazione che in quella distanza sta la vera speranza. Di guarigione."
Le frasi di Wide sono come le poesie: si possono solo leggere e ripetere a memoria, non si possono sintetizzare, riscrivere oppure cambiare. Sono cosi', e basta. E come le poesie ti lavorano dentro, gettando raggi di luce sull' incomprensibile. La poesia non è ragionamento, la poesia è esperienza, esperienza personale che si fa universale, collegando con poche parole mondi apparentemente lontani. E pazienza se il ponte fra i nostri due mondi non è una parola simpatica: ho deciso di andare in fondo a questa cosa del "dolore come distanza", perchè anch'io ci intravedo una via di guarigione, e perchè, visto che con il dolore devo convivere, tantovale sfruttare un passaggio, se mi puo' portare da qualche parte. Percio', che il viaggio abbia inizio; la cronaca, prossimamente, su questi schermi.
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23 novembre 2010
16 luglio 2010
Altre vacanze
S. stamattina è uscita di casa con un fresco completo verde pastello: un gentiluomo d'altri tempi le ha preso la grossa valigia rossa e l'ha caricata su una Bmw. In questi giorni d'afa le finestre sono tutte aperte e fare "la vicina discreta che si fa i fatti propri" sarebbe stato ipocrita, percio' mi sono affacciata mentre scendeva dalle scale e le ho detto: "Arrivederci S, buone vacanze!". Lei si è girata sorpresa e mi ha mostrato un sorriso che le vedo in viso una sola volta l'anno, quando parte per il suo mese a casa, in Ucraina. "Arrivederci", mi ha risposto e la sua voce non riusciva a nascondere la commozione ancora fresca dopo i saluti alla signora V, che in questo mese ha affidato alle cure di un'altra persona.
S. è una donna energica e forte, ma il suo passo spesso è un po' trascinato e il suo sorriso sempre malinconico: oggi no.
Anche un'altra S. oggi ci saluta e parte per un mese alla volta della Macedonia. Anche lei è contenta di andare a visitare i suoi genitori. Ma il suo sorriso non è cosi' diverso: lei vive qui con la sua famiglia, oltre a lavorare si prende cura di suo marito e dei suoi figli; il suo cuore non è lacerato, il suo passo è spedito e i suoi bellissimi occhi azzurri non nascondono malinconia quando ti guarda.
Penso a loro quando leggo cose come questa, perchè dietro ai numeri ci sono le persone.
S. è una donna energica e forte, ma il suo passo spesso è un po' trascinato e il suo sorriso sempre malinconico: oggi no.
Anche un'altra S. oggi ci saluta e parte per un mese alla volta della Macedonia. Anche lei è contenta di andare a visitare i suoi genitori. Ma il suo sorriso non è cosi' diverso: lei vive qui con la sua famiglia, oltre a lavorare si prende cura di suo marito e dei suoi figli; il suo cuore non è lacerato, il suo passo è spedito e i suoi bellissimi occhi azzurri non nascondono malinconia quando ti guarda.
Penso a loro quando leggo cose come questa, perchè dietro ai numeri ci sono le persone.
20 gennaio 2010
Di Blogs e Matrioske
Leggo questo post di Piattini, e all'improvviso capisco: capisco perchè continuo a leggere con avidità i blog, piu' o meno mammeschi, e forse capisco anche perchè ognuna di noi ha bisogno di confrontarsi con le altre cosi' come ha bisogno dell'aria per respirare.
Credo sia a causa delle matrioske.
Sempre a causa delle matrioske, per me mettere nero su bianco un mio profilo o rispondere alla domanda Chi sono? è un'impresa disperata.
Capisco perfettamente il panico che prende il Grande quando deve descrivere se stesso, e si dilunga sui dettagli fisici perchè non sa dire se lui sia simpatico a antipatico, socievole o introverso, diligente o pigro. Cosi' è stato sempre anche per me.
Considerando che il Grande ha 8 anni, e io 38, forse potrei aspirare ad una maggior consapevolezza di me.
Ma gli anni, specialmente gli ultimi, ridefiniscono continuamente solo i contorni della mia identità, lasciando liberamente volteggiare le tante me che albergano qua dentro (eppure sono una matrioska piuttosto minuta).
E veniamo ai blog.
Dato ormai acquisito il fatto che non sono univoca, ma "multivoca" (e a questo punto non corro il rischio di sentirmi dare della schizofrenica), ora capisco perchè continuo avidamente a leggere e a sentire come mio cio' che raccontate, voi dalle altre radure; non è questione di affinità elettive, è questione che in ognuna di voi, e dico proprio ognuna, nessuna esclusa, trovo l'eco di una delle mie voci, e della molteplicità del mio vivere. Trovo tracce di esperienze già vissute, o ancora da venire, e anche di quelle che non ho mai vissuto e non vivro' mai. E ogni volta che mi riconosco in qualcuno dei vostri racconti, prendo consapevolezza di una delle tante me che volteggiano in questa matrioska e provo a dialogarci. Cosi' i dialoghi "virtuali" diventano dialoghi reali, interiori. E io imparo a perdonarmi, ad apprezzarmi, e a incoraggiarmi.
Credo sia a causa delle matrioske.
Sempre a causa delle matrioske, per me mettere nero su bianco un mio profilo o rispondere alla domanda Chi sono? è un'impresa disperata.
Capisco perfettamente il panico che prende il Grande quando deve descrivere se stesso, e si dilunga sui dettagli fisici perchè non sa dire se lui sia simpatico a antipatico, socievole o introverso, diligente o pigro. Cosi' è stato sempre anche per me.
Considerando che il Grande ha 8 anni, e io 38, forse potrei aspirare ad una maggior consapevolezza di me.
Ma gli anni, specialmente gli ultimi, ridefiniscono continuamente solo i contorni della mia identità, lasciando liberamente volteggiare le tante me che albergano qua dentro (eppure sono una matrioska piuttosto minuta).
E veniamo ai blog.
Dato ormai acquisito il fatto che non sono univoca, ma "multivoca" (e a questo punto non corro il rischio di sentirmi dare della schizofrenica), ora capisco perchè continuo avidamente a leggere e a sentire come mio cio' che raccontate, voi dalle altre radure; non è questione di affinità elettive, è questione che in ognuna di voi, e dico proprio ognuna, nessuna esclusa, trovo l'eco di una delle mie voci, e della molteplicità del mio vivere. Trovo tracce di esperienze già vissute, o ancora da venire, e anche di quelle che non ho mai vissuto e non vivro' mai. E ogni volta che mi riconosco in qualcuno dei vostri racconti, prendo consapevolezza di una delle tante me che volteggiano in questa matrioska e provo a dialogarci. Cosi' i dialoghi "virtuali" diventano dialoghi reali, interiori. E io imparo a perdonarmi, ad apprezzarmi, e a incoraggiarmi.
21 dicembre 2009
Attesa
S. viene dall'Ucraina; in questi giorni di gelo esce di casa con una giacchetta buttata sulle spalle e, in casa, sta con una maglietta di cotone che, al solo guardarla, mi viene freddo. S. é un'ottima cliente per gli operatori telefonici, e, ogni tanto, bussa alla nostra porta di dirimpettai per chiederci di inserire in qualche sito un qualche codice che le permetta di vincere qualcosa. Non viene mai a mani vuote: cioccolatini per i bambini, dice..
Ieri ho inserito i suoi codici, ma mi sono fermata davanti all'euro e venti che pretendevano di farle sborsare per scaricare un'inutile sfondo e partecipare ad un concorso con in palio il valore di una casa e dei buoni del valore di qualche migliaia di euro. "E' sicura che lo vuole fare? Le ho detto, spende 1 euro e 20 ed é solo un sorteggio.." Lei, con un sorriso malinconico e occhi che brillavano come quelli di un bambino, davanti all'anziana V. che, per lavoro, accudisce, mi risponde: "Io provare sempre concorsi, cosi' io tornare a casa".
In una frase ha condensato tutto. Mi sono ritrovata per un attimo nei suoi panni, di madre che vive, o meglio sopravvive, in attesa di tornare là dove ha lasciato il suo cuore.
E, senza parole, ho cliccato per quel concorso.
Ieri ho inserito i suoi codici, ma mi sono fermata davanti all'euro e venti che pretendevano di farle sborsare per scaricare un'inutile sfondo e partecipare ad un concorso con in palio il valore di una casa e dei buoni del valore di qualche migliaia di euro. "E' sicura che lo vuole fare? Le ho detto, spende 1 euro e 20 ed é solo un sorteggio.." Lei, con un sorriso malinconico e occhi che brillavano come quelli di un bambino, davanti all'anziana V. che, per lavoro, accudisce, mi risponde: "Io provare sempre concorsi, cosi' io tornare a casa".
In una frase ha condensato tutto. Mi sono ritrovata per un attimo nei suoi panni, di madre che vive, o meglio sopravvive, in attesa di tornare là dove ha lasciato il suo cuore.
E, senza parole, ho cliccato per quel concorso.
29 ottobre 2009
Il mio premio per Lara

Ricevo, da Cautelosa e da Silvietta (che ringrazio) il francobollo-premio, ma stavolta anch'io stravolgo le regole e, anziché 10 bloggers ne scelgo una sola.
Il mio premio va a mammaLara, la prima blogger che ho conosciuto, parecchi anni fa; una donna che nella sua genuinità e generosità ha saputo trasformare la sua sofferenza in aiuto concreto per altre persone.
Grazie, Lara!
31 agosto 2009
Dieci dardi?
La mia blog-creatività langue.
Mamma3D, che nel mio immaginario ha l'aspetto della fata buona delle favole, mi regala l'Honest Scrap.



Rifiutare, proprio non si puo'.
Percio' bando alla pigrizia...dieci personalissimi dardi scoccati in ordine assolutamente sparso:
1. Sono schiva, "selvatica" direi: amo il silenzio e evito accuratamente le occasioni mondane e le chiacchiere (non sempre faccio bene, lo so...)
2. Amo leggere, ma mentre un tempo divoravo qualsiasi cosa, ora abbandono senza rimpianti i libri che non mi sanno prendere.
3. Dacchè è nata la Piccola, per la prima volta sto seguendo una dieta e un serio quanto semplice programma di attività fisica: cio' mi dà grande soddisfazione.
4. Sono metereopatica, praticamente un barometro vivente.
5. Mi piace cantare, dovrei ricordarmene piu' spesso.
6. Non so disegnare.
7. Mi piace cucinare, ancora di piu' insieme a Pa', se lui fa lo "sguattero".
8. Sul mio balcone c'è una cassetta per i fiori desolatamente vuota: ieri ho avuto il coraggio di strappare gli scheletri di geranio che non hanno resistito al mio pollice verde.
9. Odio lavorare senza passione, ma spesso mi capita.
10. Sono lunatica.
E adesso 10 dardi ad altri bloggers (beninteso, senza impegno):
1. A HomeMadeMamma, la sua creatività non langue mai.
2. A Gallina Vecchia, il suo blog è saporito, come un buon brodo.
3. A Renata, anche quando non commento, la leggo sempre.
4. A Emily, la sua assennata figlia grande mi fa sempre tornare indietro di vent'anni.
5. A Desian, finalmente un papà che ha rotto il ghiaccio.
6. A Enikő, le sue foto mi lasciano senza fiato.
7. A Cautelosa, con bonaria invidia per le sue camminate e i suoi viaggi.
8. A My, irresistibile.
9. A Mammachefatica, per il suo spirito d'iniziativa
10. A Monica, per il suo blog-compleanno!
Mamma3D, che nel mio immaginario ha l'aspetto della fata buona delle favole, mi regala l'Honest Scrap.



Condizioni di questo premio sono: raccontate ai vostri lettori 10 cose che si sappiano o meno di voi ma che sono vere. Indicate 10 persone che hanno diritto al premio e siate sicuri di far loro sapere che sono stati contrassegnati (un breve commento sul loro blog andrà bene). Non dimenticate di collegarvi di nuovo al blogger che vi ha premiato.
Rifiutare, proprio non si puo'.
Percio' bando alla pigrizia...dieci personalissimi dardi scoccati in ordine assolutamente sparso:
1. Sono schiva, "selvatica" direi: amo il silenzio e evito accuratamente le occasioni mondane e le chiacchiere (non sempre faccio bene, lo so...)
2. Amo leggere, ma mentre un tempo divoravo qualsiasi cosa, ora abbandono senza rimpianti i libri che non mi sanno prendere.
3. Dacchè è nata la Piccola, per la prima volta sto seguendo una dieta e un serio quanto semplice programma di attività fisica: cio' mi dà grande soddisfazione.
4. Sono metereopatica, praticamente un barometro vivente.
5. Mi piace cantare, dovrei ricordarmene piu' spesso.
6. Non so disegnare.
7. Mi piace cucinare, ancora di piu' insieme a Pa', se lui fa lo "sguattero".
8. Sul mio balcone c'è una cassetta per i fiori desolatamente vuota: ieri ho avuto il coraggio di strappare gli scheletri di geranio che non hanno resistito al mio pollice verde.
9. Odio lavorare senza passione, ma spesso mi capita.
10. Sono lunatica.
E adesso 10 dardi ad altri bloggers (beninteso, senza impegno):
1. A HomeMadeMamma, la sua creatività non langue mai.
2. A Gallina Vecchia, il suo blog è saporito, come un buon brodo.
3. A Renata, anche quando non commento, la leggo sempre.
4. A Emily, la sua assennata figlia grande mi fa sempre tornare indietro di vent'anni.
5. A Desian, finalmente un papà che ha rotto il ghiaccio.
6. A Enikő, le sue foto mi lasciano senza fiato.
7. A Cautelosa, con bonaria invidia per le sue camminate e i suoi viaggi.
8. A My, irresistibile.
9. A Mammachefatica, per il suo spirito d'iniziativa
10. A Monica, per il suo blog-compleanno!
16 giugno 2009
Quello che le madri non dicono
Ho letto molti libri sui bambini, sui genitori, sulle madri, cogliendo da tutti riflessioni e suggerimenti preziosi su cio' che dovevo e non dovevo fare come madre.
La lettura del libro di Marilde è stata diversa.
Nelle pagine di questo libro ho trovato un caldo abbraccio, un'accoglienza sincera, e non solo.
Ho trovato altre madri, squarci aperti sui loro cuori.
Ho trovato l'arte, la creatività che prende forma e colore.
Ho trovato qualcosa di me stessa che non conoscevo.
Grazie, Marilde.
in:
Incontri
3 giugno 2009
Uomini veri
Adoro i blog delle mamme: mi piace leggere le loro esperienze e i loro pensieri, che sono anche i miei.
Da qualche tempo, pero', leggo con un interesse sempre crescente i blog dei papà, che mi riservano sorprese.
L'immagine che circola delle donne, e delle mamme, non è autentica.
Ma conosco tante VereMamme.
E l'immagine che circola degli uomini, o dei papà, vi sembra autentica?
Quelli che "solo la carriera, solo la macchina, solo il calcio, solo...".
Conosco dei VeriPapà.
I VeriPapà non sono perfetti, come forse li vorremmo (ops, l'ho confessato).
I VeriPapà sono uomini che si impegnano, che pensano, e che vorrebbero un mondo migliore per i loro figli e le loro figlie.
E se fosse vero che l'unione fa la forza?
Da qualche tempo, pero', leggo con un interesse sempre crescente i blog dei papà, che mi riservano sorprese.
L'immagine che circola delle donne, e delle mamme, non è autentica.
Ma conosco tante VereMamme.
E l'immagine che circola degli uomini, o dei papà, vi sembra autentica?
Quelli che "solo la carriera, solo la macchina, solo il calcio, solo...".
Conosco dei VeriPapà.
I VeriPapà non sono perfetti, come forse li vorremmo (ops, l'ho confessato).
I VeriPapà sono uomini che si impegnano, che pensano, e che vorrebbero un mondo migliore per i loro figli e le loro figlie.
E se fosse vero che l'unione fa la forza?
24 maggio 2009
7 aprile 2009
Il terremoto visto da lontano
Nel 1976 avevo 5 anni.
La mia memoria non ha conservato immagini di distruzione, che pure i miei occhi devono aver visto nel televisore in bianco e nero.
La mia memoria ha invece conservato in modo vivido i volti e gli occhi dei bambini del Friuli, che, con le loro famiglie, vennero ospitati nel nostro piccolo paese, nelle nostre case.
Era la prima volta che dei "forestieri" (cosi' si chiamano da noi i non oriundi) entravano nella nostra quotidianità, i bambini piu' grandi andavano a scuola. So che per loro fu una tragedia, ma per noi fu in qualche modo una festa avere nuovi amici venuti da lontano. A me parevano eccezionalmente belli e speciali.
Si crearono amicizie e alcuni dei nostri papà andarono poi ad aiutare nella ricostruzione.
E' passato tanto tempo, ma qualche mese fa ho incontrato una persona e ho riconosciuto in lei lineamenti che la mia memoria ancora ricordava. Quando mi ha detto da dove veniva ho capito che somigliava a quei bambini belli e speciali.
La mia memoria non ha conservato immagini di distruzione, che pure i miei occhi devono aver visto nel televisore in bianco e nero.
La mia memoria ha invece conservato in modo vivido i volti e gli occhi dei bambini del Friuli, che, con le loro famiglie, vennero ospitati nel nostro piccolo paese, nelle nostre case.
Era la prima volta che dei "forestieri" (cosi' si chiamano da noi i non oriundi) entravano nella nostra quotidianità, i bambini piu' grandi andavano a scuola. So che per loro fu una tragedia, ma per noi fu in qualche modo una festa avere nuovi amici venuti da lontano. A me parevano eccezionalmente belli e speciali.
Si crearono amicizie e alcuni dei nostri papà andarono poi ad aiutare nella ricostruzione.
E' passato tanto tempo, ma qualche mese fa ho incontrato una persona e ho riconosciuto in lei lineamenti che la mia memoria ancora ricordava. Quando mi ha detto da dove veniva ho capito che somigliava a quei bambini belli e speciali.
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