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13 febbraio 2012

"Il più bel tempo possibile"

Oggi é il mio compleanno e mi sono presa un po' di tempo per me.
Quasi un giorno di vacanza, che ho cominciato così:
Pane alle noci e pane all'amaretto, lievitati per tutta la notte grazie alla pasta madre con cui vivo ormai in una sorta di simbiosi.
"Mamma ma la pasta madre quando finisce?" mi chiede stamattina la Piccola. "Finisce se non le diamo più da mangiare". "Ma quando tu sarai vecchia e morirai?" " Se vorrai potrai darle da mangiare tu" "E quando io saro' vecchia?" "Se vorranno potranno darle da mangiare i tuoi figli, i tuoi nipoti o i tuoi amici". Ora, anche se da mesi mi curo della nostra pasta madre come di un figlio, non avevo mai pensato come a qualcosa di cosi' duraturo (ma ricordo di aver letto che ci sono paste madri che si tramandano di generazione in generazione). Credo che le domande della Piccola siano sorte da questo spettacolo che abbiamo vissuto ieri, una storia in cui si parla di stagioni, di vita, di morte e di amore nella maniera semplice e diretta dei bambini.
Una storia in cui (fra molte altre cose) c'é una Principessa che sa dire "no"....
Una storia che ti fa dire:

"Con gli alberi... e con tutte le altre cose che vivono, bisognerebbe passare il più bel tempo possibile"

Il piu' bel tempo possibile é quello che auguro a me e a voi, che magari ancora passate ogni tanto di qui...

27 giugno 2011

Incredibilmente semplice....

Ne ho parlato con voi, perchè lo sapevo che i nodi vanno sciolti. Poi ho prenotato la vacanza per il mare, e noi non andiamo su una spiaggia da 3 anni. Poi, e questo mi è costato, ho buttato fuori il rospo con la sua maestra, una ragazza splendida che tanto bene ha fatto a entrambi i miei bambini...e lei mi guardava quasi stupita quando le chiedevo un parere sui tempi e i modi per non dare un problema alla mia bambina e mi ha detto di andarci proprio tranquilla. Poi abbiamo provato i costumini per il mare (che quello della piscina è già piu' accollato), e, come le stanno bene, ho pensato che no, non era giusto che io raccontassi davanti a qualche bambino estraneo il perchè della sua cicatrice e del suo sterno un po' sporgente. Ho pensato che lei doveva saperlo prima. E poi è stato cosi' semplice, veloce, naturale: lei si guardava i suoi nei sulla pancia e le ho detto: "questo qui, vicino alla tua cicatrice..e cosi', è venuta la domanda e di seguito la risposta, senza nodi in gola, senza voce tremante, senza lacrime negli occhi. E poi un bel bacio sul suo cuore, come sempre. E poi abbiamo messo quella maglietta con disegnato un cuore grande, che "io adesso ho un cuore forte che riesce a pompare il sangue proprio dappertutto, perchè sai mamma, funziona cosi': il cuore pompa il sangue...."

26 maggio 2011

Funziona cosi'

"Perchè lo sai mamma, funziona cosi': il cuore pompa il sangue..." Lo so tesoro, lo so...(e intanto mi sale il groppo alla gola). E sono felice che il tuo ora funzioni bene e mi auguro continui a farlo e adesso che tu sai cosa è il cuore e a cosa serve, avro' le parole per spiegarti quello che ancora tu non sai, della tua storia. Quando tu mi farai capire che sarà il momento giusto. Conto su di te, piccola mia.

11 aprile 2011

Mi piaccio

La Piccola con la sua maglietta primaverile davanti allo specchio sorride alla sua immagine e con il suo piglio deciso dice :"Mi piaccio".
Piacciti sempre, bambina mia.

15 settembre 2010

Un altro settembre

Metà settembre: la gioia del Grande per la ripresa della scuola (primaria) e della scuola di karate; il nuovo lavoro di Pa' che comincia a dare qualche meritata soddisfazione e ci regala, per ora, un ritmo di vita sostenibile; la Piccola contenta della nuova maestra e di aver ritrovato i compagni, ma ancora fortemente ancorata al suo amico immaginario; io lavoro su piu' fronti e guardo avanti, e mi godo, inaspettati, i profumi del ligustro e dell'uva matura.

20 febbraio 2010

I sogni belli non si avverano mai?

A casa nostra va di moda Battiato. Alla Piccola, non chiedetemi perché, piace cantare questa canzone. Ha imparato quasi tutto il testo, l'intonazione è incredibilmente fedele, ed é uno spasso sentire cantare "ma i sogni belli non si avverano mai" con la voce dell'innocenza. E' diventato una sorta di refrain scaramantico, perchè davvero, dopo una gestazione davvero lunghissima, un nostro sogno si é avverato. Messe da parte le inquietudini e i ripensamenti, Pa' è partito a spron battuto con la nuova attività, e io con lui, dietro le quinte. E' una sorta di rinascita, quasi un terzo figlio.
E come un terzo figlio, richiede attenzioni e vigilanza per non derubare di troppo tempo il Grande e la Piccola, che pero' paiono divertiti dalla novità.
Oggi la Piccola giocava con il palloncino e diceva: "Ho perso la partita iva, ho vinto la partita iva!"
Comunque, continuiamo scaramanticamente a cantare "..ma i sogni belli non si avverano mai..."

22 gennaio 2010

Guarita

Una volta all'anno, da tre anni, ritorniamo nel Grande Ospedale della Metropoli, del quale abbiamo apprezzato la calda e soffocante ospitalità in un gennaio molto piu' soleggiato di questo.
Affronto la cosa sempre nella stessa maniera, cosi' come l'avevo affrontata allora. Appallottolo accuratamente il coacervo di pensieri e di ricordi, assumo la conformazione del Quadrato e mi occupo solo della Piccola, facendo del mio meglio perchè la visita si trasformi in una piacevole gita da figlia unica di due genitori straordinariamente disponibili, entrambi e contemporaneamente, solo per lei.
Sono preparata a questo, e tutta orgogliosa che lei si sia fatta visitare, per la prima volta, senza ribellarsi (addirittura da un camice verde!), non penso minimamente alla possibilità di udire parole diverse da un: " tutto bene, ci vediamo fra 1 anno".
Percio', il quadrato si è un attimino deformato quando ho sentito un: "E' guarita, facciamo un controllo fra 5 anni". 5 anni? 4+5=9 penso io, 5 anni sono piu' di quanto lei abbia vissuto fino ad adesso, sono un'eternita'!
Mamma Quadrato stamattina, nella sua ora d'auto e di solitudine, ha spallottolato tutto quanto in parole mute, e ne è uscito un racconto, che, se solo non avesse dovuto tenere le mani sul volante, l'avrebbe scritto tutto.

21 ottobre 2009

Sono diventata nonna

Ieri sono tornata dal lavoro un pochino piu' presto, trovo la Piccola dai nonni intenta nel suo gioco preferito degli ultimi giorni: sul pavimento, al centro di un cerchio di cuscini, si dà un gran da fare con pentolini, piattini e posatine.
- Cosa fai, cucini?
- Si' io cucino, preparo la cena (in grassetto la vocale con l'accento).
Adesso chi la schioda di qui, mi dico, ma io voglio andare a casa.
- Vuoi venire a casa che cuciniamo con i pentolini di casa?
Nel breve tragitto faccio un inventario mentale e mi convinco che i pentolini sono finiti in garage quando stavamo imbiancando casa. Percio' parcheggiamo la macchina e cerchiamo i pentolini in garage. Pa' li ha nascosti troppo bene. Pero' troviamo molte altre cose; le bambole, per esempio. Le bambole erano finite in garage si' per l'imbiancatura, ma anche e soprattutto perchè la Piccola non le aveva mai prese un granchè in considerazione.
- Mamma, possiamo portare su le bambole?
Porto le tre bambole e il loro lettino, lei spinge il loro passeggino, lo solleva per salire le scale ed entra in casa tutta orgogliosa.
- Il lettino lo mettiamo li', adesso curiamo le bambole.
La Piccola Mamma si è dedicata alle sue "creature", che ha prontamente ribattezzato con nomi assurdi, e la Nonna (tale sono diventata in un battibaleno) dava volentieri i richiesti consigli su come si tengono i bambini (e le bambole) quando bevono il latte dal biberon, come fanno il ruttino, come si massaggia il loro pancino, come si mettono nel passeggino e nel lettino, in un continuo andirivieni dalla camera al soggiorno di Piccola Mamma e bambole.
Pa' ieri mattina è uscito di casa papà e ieri sera è rientrato Nonno, il Grande era felice di essere diventato Zio.
Non so dire se mi sono piu' commossa o divertita. Spero che giocheremo insieme ancora molto presto.

8 ottobre 2009

Dardi nel futuro

Ieri sera il Grande, in vena di confidenze, mi stava spiegando il suo progetto di auto ecologica (è ancora indeciso se deve andare ad acqua oppure a sassi, i dettagli ve li risparmio).
Un attimo di silenzio e poi mi dice:
- Mamma, che lavoro si deve fare per progettare le macchine?
(Impreparatissima): - L'ingegnere, credo.
- Allora ho deciso che faro' l'ingegnere, tanto io voglio fare il ciclista, lo scrittore e l'ingegnere.
(Penso, ma non dico: Caro, non ti sembra di esagerare? Pero', delle tre, l'ultima mi sembra la piu' realistica)

Oggi leggo questo post di Caterina. E mi viene spontaneo chiedermi: quando sarà la Piccola a fare queste affermazioni e probabilmente me ne staro' ugualmente zitta, il mio silenzio sarà colpevole?

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12 luglio 2009

..e la Ribelle?

Ieri sera la Piccola ha fatto felicemente il suo bagnetto, lasciandosi lavare (e asciugare!) i capelli senza alcuna protesta.
Questa mattina si è alzata, ha fatto pipi' senza neanche farselo dire, si é seduta a tavola, ha fatto colazione senza nulla ridire sui biscotti rotti, e..miracolo, ha accettato di buon grado di mettersi il vestitino rosa.

Pa' mi guarda e dice: "Segnamoci questa data".

Bando ad ogni scaramanzia, oggi festeggiamo l'uscita dai Terrible Twos!

27 aprile 2009

Altro che Artemide...


Che esistesse la parola Melevisione l’ho imparato 10 anni fa, rivedendo il filmino del nostro matrimonio: nel pomeriggio l’amico E. aveva fatto un giro di simpatiche interviste con la telecamera, e il piccolo L. gli aveva raccontato con entusiasmo tutto sul suo programma preferito.
A quei tempi la cosa non mi disse nulla, anzi, ero nel pieno della crociata anti-TV, tanto che avevamo deciso di non averla fra i piedi nella nostra vita coniugale (decisione piu’ mia che del consorte, lo ammetto, ma Pa' ha sempre grande considerazione per le mie idee strampalate).
Tant’è: il tempo passa e ormai da anni i personaggi della Melevisione sono ospiti fissi delle conversazioni quotidiane con i pargoli, che, non contenti di vedere dai nonni la puntata pomeridiana, chiedono la sera un podcast a loro scelta.
La cena di ieri sera è stata animata dalla Piccola:

- Facciamo che siamo i personaggi della Melevisione!
Grande Brontolo, tu chi sei?
Sei Lupo Lucio!
(e Grande Brontolo promosso Lupo Lucio mostra i dentoni e chiede subito dei salsicciotti)
- Tu mamma, chi sei?
- Io vorrei essere fata Lina.
- No, no, tu sei Balia Bea!
- Tu papi, chi sei?
- Io vorrei essere Milo.
- No, no, tu sei Principe Giglio! E io sono Principessa Odessa!

Da cui si deduce che:
la Piccola è innamorata del Pa' (ma questo già si sapeva). La Mamma rivale viene resa innocua tramite l’identificazione con una paffuta, dolce, assolutamente non competitiva Balia, la cui principale occupazione è quella di arginare i capricci della Principessa, oltre naturalmente a sfornare dolci focacce..
- No mamma, non sono focacce, sono ciambelle!
E da cui si deduce anche che:
è ora che la mamma si tolga un po’ di zavorra e segua in consigli della sua esperta preferita...


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