1 dicembre 2009

Alea iacta est, o no?

Ho trascorso l'adolescenza in compagnia dei classici greci e latini, compagnia che stranamente (?) gradivo, poi praticamente del tutto abbandonata a favore di formule, equazioni e molecole e di letture che sembravano avere un'aria piu' "attuale".
Da quegli antichi sedimenti affiorano a volte parole ed espressioni che mi sembrano avere la capacità di cogliere il senso delle situazioni e di descriverlo in estrema sintesi.
Nell'eccitazione c
he ha contraddistinto gli ultimi giorni, nei rari momenti di silenzio rubati a interminabili conversazioni e ragionamenti, nella mia mente vagava un "alea iacta est".
Devo farci un post, mi dicevo.
"Alea iacta est" mi richiama con immediatezza:
- l'irrevocabilità di una decisione
- l'assunzione del rischio connesso alla decisione.
Starà stata la tanta pioggia di ieri, ma a me oggi pare di essere ancora in mezzo al guado.
E che direbbe Cesare?

3 commenti:

Silvietta. ha detto...

tu quoque brutus filius meus?

no, scherzo... purtroppo non lo so!

però sono sicura che dalla metà alla fine del guado è un attimo!
in bocca al lupo
silvietta

Do minore ha detto...

Non avrebbe detto molto, credo, ma "Caesar instruxit aciem" per poi fare quello che doveva fare e andare rapidamente dove doveva andare. E vedrai che anche tu farai lo stesso! Ciao

Laura.ddd ha detto...

@Sivietta: crepi il lupo, oggi lo posso dire: il dado è tratto!
@Do Minore: accidenti, davvero il mio latino è moolto arrugginito, sono dovuta ricorrere al dizionario :(. Comunque hai ragione: Pà e io "instructuri sumus aciem" :)