26 febbraio 2010

Il pugno

Prima di tornare a casa passo a prendere i bambini dai nonni. Il Grande è appena tornato da scuola. C'è qualcosa di insolito: il diario aperto sul tavolino del salotto; l'occhio va subito li', su quella grafia ordinata che non è la sua.
"Oggi il Grande ha dato un pugno ad un compagno e per questo sarà castigato. Sarà lui a raccontare l'accaduto. La Maestra".
Il pugno lo sento io, allo stomaco.
Mi esce uno sconsolato: "Questa non me la dovevi fare..."
Poi decido di non parlare oltre.
Il Grande è abbacchiato, ma composto: nessun singhiozzo, nessun "frignamento".
Racconta la sua versione dei fatti.
Poco piu' tardi a casa, la ripete in un colloquio a quattr'occhi con Pa', e poi di nuovo ad entrambi.
Noi parliamo il meno possibile, consci del rischio di travisare "l'accaduto" e dargli, in questo momento per lui delicato, uno dei tanti messaggi sbagliati, in una vasta gamma dal "ti hanno provocato, non è colpa tua" al "ben ti sta la nota, adesso ti castighiamo anche noi".
Nell' "accaduto", ovviamente, ciascuno ha fatto la sua parte. Il Grande non è un attaccabrighe anzi, ci è sempre stato descritto come socievole, di buon carattere, spesso mediatore nei conflitti della classe. Certamente, nell'ultimo periodo, anche a casa abbiamo notato una maggiore tendenza a ricorrere a mezzi fisici per controbattere alle "istigazioni" della Piccola.
Decidiamo che, comunque siano andate le cose nello specifico "accaduto", occorre cogliere l'occasione per dargli due chiari messaggi:
- I conflitti non si risolvono con la violenza
- Chi usa la violenza passa sistematicamente dalla parte del torto
Poi la conversazione prosegue e viene fuori che "non voleva fargli male", ma che "quelli che reagiscono, dopo li lasciano stare perchè hanno paura".
Lo sappiamo, figlio mio; e sappiamo anche che chi è abituato ad essere prepotente è dotato anche della necessaria malizia, che tu non hai, perchè non te l'abbiamo insegnata. Ti abbiamo insegnato ad essere rispettoso e leale, ed è normale che tu non accetti che gli altri non lo siano con te. Sei stato bravo, finora, a schivare le situazioni scomode. A evitare la zuffa. Vogliamo aiutarti a trovare le tue strategie, per non entrare nella logica della prepotenza e della prevaricazione, mantenendo il rispetto di te stesso e ottenendo, possibilmente, quello degli altri.
Sappiamo bene che non è facile, ma non possiamo insegnarti altro.
Sotto la nota scrivo: "Il Grande e i suoi genitori sono dispiaciuti per l'accaduto. Siamo a disposizione in qualsiasi momento per un eventuale colloquio. Io e Pa'"

Post Scriptum: il giorno dopo, sotto la nostra firma leggiamo un "
grazie. La Maestra".
Sono sempre piu' convinta che remare insieme porti piu' lontano che remare da soli, quando si è sulla stessa barca.

12 commenti:

Mamma in 3D ha detto...

Ciao Laura, posso solo dirti che ci saremmo comportati allo stesso identico modo.
Comunque, detto fra noi: non è facile per noi genitori, ma quant'è difficile anche per loro crescere prendendo le misure con quanto si agita dentro e soprattutto fuori...
Baci

Laura.ddd ha detto...

@3D: grazie:) Detto fra noi, ma anche a lui, vorrei che sapesse che il nostro solo scopo è quello di aiutarlo, possibilmente, a "prendere le misure". Spero che lo capisca.

Mamma in 3D ha detto...

Secondo me lo sa. Probabilmente passeranno dei decenni prima che te lo dica, ma lo sa ;-)

widepeak ha detto...

mica facile il mestiere di genitori, ma nemmeno quello dei figli...sottoscrivo i due commenti di mamma in 3d

Paola ha detto...

Leggendoti, mi viene proprio da dire che "genitori e figli crescono insieme, giorno dopo giorno". Avete dato al Grande un grande esempio d'amore: avete saputo dosare parole e silenzi, appoggio e disapprovazione dell'accaduto, comprensione e rifiuto del gesto sottolineando in questo modi i vostri valori. Spero che io e papà Ema sapremo fare altrettanto quando capiterà a noi
Un abbraccio forte

bstevens ha detto...

un bellissimo post. mi preparo a quello che avverrà, necessariamente, anche qui - a casa Stevens

Laura.ddd ha detto...

@Wide: sono d'accordo!
@Paola: cosi' mi imbarazzi..cmque forse hai ragione, mi pare che il Grande abbia capito che puo' contare su di noi, e questa è la cosa piu' importante:) sono sicura che anche PF lo sa! (e poi puoi sempre raccontargli che il suo mitico Tarlo, una volta ha combinato....)
@bstevens: grazie e benvenuta qui, passo ogni tanto a leggerti, mi piace il tuo blog:)

palmy ha detto...

Un episodio su cui riflettere... da addetta ai lavori ne traggo una grande stima per il modo che la maestra usa nel rapportarsi agli alunni e ai genitori... un saluto!

Laura.ddd ha detto...

@palmy, grazie per il tuo commento. Anch'io ho molta stima per le insegnanti del Grande.

ROSCO ha detto...

gran bel post, gran bel gioco di squadra.
ben trovata.
Federico - Rosco

Gallinavecchia ha detto...

Bellissimo. Verissimo.

Ti abbraccio e ti auguro che domenica sia una giornata speciale
Gallina

Laura.ddd ha detto...

@Rosco: grazie per la visita. Tanti autorevoli riscontri sono confortanti per me :)
@Gallina: grazie di essere passata. I tuoi post dell'anno scorso mi avevano proprio colpito e mi sono rimasti dentro, cosi', anche se non ti conosco, domenica sarai fra gli invitati, mi raccomando portati l'ombrello...